Paros & Antiparos.
Un giorno, due isole: dal primo traghetto alle stelle. Continuate a scorrere, ve lo disegniamo noi.
Il primo traghetto
Cala la rampa
A Pounta il traghettino per auto abbassa la rampa, e saliamo a bordo mentre l'isola dorme ancora.
Prima luce
Sette minuti di mare
Il canale non supera il chilometro e mezzo di larghezza. A metà traversata, il sole spunta da dietro Paros.
Mattina presto
Le case sono le mura
Intorno al 1440 i Veneziani cinsero un cortile di case: i muri esterni, ciechi, facevano da fortificazione. C'era una sola porta.
Mattina
Giù nella grotta
Finché la mattina è ancora fresca, scendiamo i gradini, oltre cento metri, tra le stalattiti.
Ancora più giù
Natale, 1673
Quell'anno il marchese di Nointel, ambasciatore di Francia, celebrò qui la messa di Natale su una stalagmite che ancora oggi si chiama la Tavola Santa.
Metà mattina
L'isolotto di Apollo
Al di là dell'acqua c'è Despotiko, oggi disabitata. Nel VI secolo a.C. i Pariani vi eressero un santuario dedicato ad Apollo.
Tarda mattina
Un posto per nuotare
Ci fermiamo dove l'acqua si fa immobile e vi lasciamo nuotare. Nessuno ha fretta di risalire in van.
Mezzogiorno
Si torna indietro
Di nuovo il traghettino, sette minuti fino a Pounta, e il resto della giornata è tutto di Paros.
Ora di pranzo
Di chi è quella barca
Alyki è un piccolo porto di pescatori a sud-ovest, con i caicchi ormeggiati alla banchina. Se vi va, si pranza in riva al mare.
Dopo pranzo
Valle delle Farfalle
Una sorgente mantiene questa valle verde e fresca. Da fine giugno a settembre si posano sugli alberi le falene dell’edera, che danno il nome alla valle, e in volo mostrano ali rosse.
Primo pomeriggio
Sotto il bianco
La calce è solo l'ultimo strato. Vicino a Marathi, gallerie si aprono nella collina dove gli antichi cavavano il marmo.
Sottoterra
La pietra lampada
Il marmo più pregiato lo tagliavano a lume d'olio, e lo chiamarono lychnites, da lychnos, lampada. La luce lo attraversa.
Pomeriggio
Lontana dal mare, apposta
Lefkes fu costruita nell'entroterra nel Seicento, al riparo dagli occhi dei pirati. Sopra i suoi tetti svettano due campanili di marmo.
Metà pomeriggio
In discesa, sul marmo
Da Lefkes l'antico sentiero bizantino, lastricato di marmo, scende tra gli ulivi fino a Prodromos, dove ci aspetta il van.
Sopra Marpissa
Una collina che resistette
Sopra i mulini di Marpissa, il monastero di Agios Antonios sorge tra le rovine di un castello veneziano. Nel 1537, racconta la leggenda, i suoi difensori tennero testa a Barbarossa finché non finì la polvere da sparo.
Tardo pomeriggio
Il vento ha carattere
D'estate il meltemi soffia da nord. A Golden Beach gonfia le vele dei windsurfisti, mentre la baia, bassa, resta piuttosto piatta.
Verso sera
Ancora un porto di pescatori
A Naoussa una fortezza veneziana si spinge in parte dentro il mare, all'imboccatura del porto. Sulla banchina, il polpo si asciuga al sole.
L'ora dorata
Tutto diventa oro
A Kolymbithres il vento e il mare hanno levigato il granito in massi tondeggianti, con pozze d'acqua tra l'uno e l'altro dove fare il bagno.
Prima del tramonto
Gli ultimi bagliori d'oro
Nota fin dal Cinquecento, la cappella di Agios Ioannis Detis siede sugli scogli, all'imboccatura della baia di Naoussa. Mentre l'oro sfuma, un sentiero prosegue fino al faro di Korakas.
A Parikia
Contate fino a novantanove
Contate le porte dell'Ekatontapyliani a Parikia, una dopo l'altra: la leggenda vuole che la centesima non sia mai stata trovata.
Tramonto
Tutti guardano a ovest
Nel 1260 i Veneziani costruirono il Kastro con le pietre di antichi templi: si vedono ancora colonne murate.
Sera
Nessuno rincasa presto
Il mulino del porto ha smesso di macinare da tempo. Ora guarda la banchina riempirsi e le luci accendersi.
Notte
Poi, le stelle
Col buio, la penna si ferma: il resto si vive, non si racconta.
Finita la giornata, vi riportiamo a casa, ovunque alloggiate, a Paros o ad Antiparos.
